SOGNARE UN ARCANGELO

Non ricordo molto di questo sogno che ho fatto stanotte ma ero con un uomo cge stava dipingendo affreschi.

Lo vedevo di spalle. Era vestito di bianco. Il suo vestito emanava molta luce. Nin aveva ali ma sembra che una luce strana uscisse dalle sue spalle. So che aveva occhi chiari, quasi grigi.

Ricordo di avergli parlato, non ricordo la nostra discussione, comunque non ero assolutamente spaventata, anzi ero davvero calma e quasi mi piaceva parlare con lui e lui mi gusrdava fisso. Dopodiché ricordo di averlo chiamato per nome, il suo nome era Samael.

Nel sogno continuavo a chiamarlo così, oppure mi limitavo a chiamarlo Sam. Non ricordo altro. Poi c’era l’azzurro dell’affresco che sembrava simile ai suoi occhi.

Samael è un arcangelo? Non mi ricordo bene.

Perchè è rappresentato con la frusta? Strano come angelo.

LOTUS GUYS

Ho cambiato idea. Prima, fino a poco tempo fa, preferivo i capelli lunghi biondi nei ragazzi. Adesso invece mi è presa questa cosa dei capelli sottili e neri. Colpa dei coreani? Potrei farci un pensierino e prendermi uno slave asiatico e farlo vestire cosí, ventaglio compreso.

UN FIORE DI PELLE

( A BloodyGhost)

Ascoltami.

Respira.

Respira.

Stai cercando di contattare qualcuno ma non c’è nessuno. La solitudine è dolore. Dolore che scorre nella tua testa. Schiacciandoti, distruggendoti, spezzando la tua anima in milioni di piccoli pezzettini. E improvvisamente, tu non sei più tu. Sei parte di qualcosa di diverso. Parte di una forza negativa.

Ma ecco, vedi quel filo dorato? Lo vedi bene? È minuscolo come un capello. Sottilissimo ma può reggere mille elefanti. Quel filo attorciglierà il tuo cuore, perchè è ancora lí, e tu non sarai più il fantasma di te stesso.
Credi che il tuo essere sia finito ma hai trovato la via arcana che ti ha portato a me.


Respira.

È tempo di arrossare i tuoi polsi e di far vibrare la tua schiena. Non hai mai sentito in tutta la tua vita il fremito del vero dolore. Ti eri perso nel guro della sofferenza astrale.


Oh giovane schiavo, in men che non si dica conterai le dita dei miei piedi da cosí vicino che entreranno nei tuoi occhi per sempre.
E là dove tu vuoi aspirare la mia essenza, là io sferrerò il primo colpo col mio fiore di pelle.

ASMODEO

Nei primi anni del 1600, nel monastero di Loudun (Francia), vi fu un caso di possessione diabolica di massa che, come si evince dai documenti degli inquisitori, fu causato dal sacerdote Urbain Grandier che strinse un patto scritto con le più alte gerarchie infernali (e per questo fu giustiziato sul rogo).

Il risultato fu che tutte le monache del monastero furono preda dei demoni e, in particolare, l’eccentrica e giovane suora Giovanna Degli Angeli figlia del barone Louis Bécier.

In aiuto di Giovanna fu inviato un prete, Padre Gault, che durante vari esorcismi riuscì a espellere alcuni demoni e fu talmente accorto e minuzioso da farsi scrivere un patto scritto addirittura firmato dal demone Asmodeo (tramite la mano di Giovanna). Questo documento, la cui veridicità è tutt’ora in discussione, è conservato nella Biblioteca Nazionale di Parigi ed è così traducibile: “Prometto che per lasciare questa creatura, le farò sotto il cuore un taglio lungo quanto una spilla che forerà e insanguinerà camicia, busto e vestito. E domani, sabato 20 maggio, alle ore cinque del pomeriggio, prometto che i demoni Gresil e Amand faranno simili fori, ma un pochino più piccoli. Inoltre approvo le promesse fatte da Laviathan, Behemot, Beherie e dai loro compagni, di firmar, partendo, il registro della chiesa di Santa Croce.

Addì, 19 maggio 1629.

Asmodeo

Il significato del documento appare abbastanza criptico ma, comunque, interpretabile; Asmodeo, forte dell’alto rango infernale, si fa portavoce anche per gli altri demoni e promette di “liberare” il corpo della monaca in cambio di un piccolo taglio dal quale sgorgherà il sangue della giovane (un buon osservatore potrebbe intravedere due gocce di sangue dopo la settima riga).

IL CAVALIERE SENZA DESTINO

La Belle Dame Sans Merci, ovvero la dama senza pietà.Il cavaliere racconta di come la sua sventura sia giunta il giorno in cui si è imbattuto in una misteriosa donna di grande bellezza e ”dagli occhi selvaggi”. La bella dama dichiara di essere figlia di una fata e di amarlo. Egli, soggiogato dalle sue profferte d’amore e dalla sua malìa, si fa condurre dai lei alla grotta degli elfi, dove si addormenta. Durante il sonno, il cavaliere ha una visione di pallidissimi principi e re che lo ammoniscono: ” Fuggi da lei, è la Dama senza pietà”. Ma ormai la Dama lo ha preso nella sua rete ed egli è in suo potere. Quando il cavaliere si sveglia, scopre di essere solo, di nuovo nel colle desolato, dove rimane ad attendere, vagando sconsolato.

INCLUSIONE

Mi è bastato davvero poco per capire che non bisogna giudicare le persone che incrociamo per la nostra strada. Mi è bastato poco per capire che è più bello, più terapeutico trattare le persone alla tua pari, senza snobismo e/o pregiudizi vani. Ho capito che molte persone sono insicure, timide e stanche dei pregiudizi costanti delle persone cattive e superficiali che lanciano le loro parole taglienti, credendodi non ferire nessuno. Alcune volte bisogna solo essere gentili con l’altro e non fare sentire nessuno a disagio, ma provando a mettere chiunque a proprio agio, trattando la persona che abbiamo di fronte alla nostra pari. Nessuno è migliore o peggiore di noi. Siamo solo noi a decidere il potere e l’importanza che diamo all’altro. Alcune volte ne diamo troppo. Altre volte forse, troppo poco. Dovremo imparare a rispettare l’altro, senza pregiudizi o giudizi affrettati data solo dall’ingannevole “prima impressione”. L’esperienza che vi cito, (trattasi di un’esperienza personale), dove io stessa trattando una persona non molto integrata nei gruppi di lavoro, ho provato, secondo le mie capacità, ad aiutarla e mi sono resa conto di quanto sia bello vedere che l’altra persona si sente accettata e capita, per una buona volta. Dovremo solo essere più gentili.

RAGAZZI TIMIDI

Leggere questa cosa mi ha spiazzato. Non è che non pensassi che esistessero ragazzi timidi e introversi, ma che esistessero ragazzi che hanno paura a fare dei complimenti e che hanno una fobia nell’approcciare qualcuno, tanto da parlarne al proprio psicologo, ha praticamente demolito tutto il mio paradigma mentale su questo tema.
Siamo lontani dalla parità dei sessi, ma noi donne stiamo riuscendo piano, pianissimo ad alzare la voce e a far capire quanto sia sofferente essere costantemente oggettificate.
Parliamo spesso di minoranze, di voci sottaciute, di voci mai emerse… eppure dove sono i rappresentanti di questi ragazzi? Dov’è la loro voce? Perché non si parla mai di loro?
Una volta ho parlato con un ragazzo proprio di questo. Mi diceva che apprezzava il corpo femminile ma che era difficile non passare per il solito maiale.
La società patriarcale, non è una novità, non solo concepisce la donna come sua compagna, sua proprietà e, a volte, luogo di scherzo in cui vomitare i propri istinti più bassi – ma (poco) paradossalmente crea il mito di una mascolinità in cui molti uomini non si rispecchiano e che, essendo odiata dal genere femminile, finisce per essere recepito come l’unico tipo di mascolinità possibile, generando senso di frustrazione nei maschi e pregiudizio nelle femmine.
Ripeto, non è una novità, ma ritengo che, come noi donne abbiamo il diritto di alzare la voce ad ogni commento schifoso, anche questi poveri ragazzi abbiano il diritto di alzarla, di farsi sentire in qualche modo. Perché, in modo diverso, sentiamo la stessa fatica.
Da ragazza quello che posso suggerire è di non avere paura: non siamo (tutte) stupide, le parole hanno un grande peso e nel momento in cui avete timore, finirete con l’essere automaticamente così delicati da non dover temere nulla, se non sinceri ringraziamenti.
Inoltre, se avete puntato qualcuna “non facile”, evitare commenti sul corpo, o quantomeno non sulle solite caratteristiche considerate tipicamente femminili perché non siamo solo tette e culi, ma siamo anche capelli, occhi, bocca, mani – farà tutta la differenza del mondo. Se puntate sul carattere sarà un plus – vorrà dire che l’avete studiata, compresa e sarà sicuramente un commento più ponderato e di conseguenza più apprezzato.

UNO SGUARDO

Trovo che l’intreccio e le connessioni che si creano tra le culture e le persone è un tema importante, soprattutto in questa epoca. Dove tutto è globale, o almeno dove parliamo tanto di globale ma poi siamo chiusi non solo nei nostri confini territoriali ma soprattutto nei nostri confini mentali.
In un momento storico in cui abbiamo paura anche del nostro vicino di casa (qui a Lodi hanno sventato un attentato e il ragazzo che voleva farsi esplodere abitava la via dietro a mio padre), forse, anche se può essere difficile, dovremmo sforzarci ad aprire un po’ di più la nostra mente, dovremmo provare a condividere un po’ di più con chi ci sta intorno, fosse anche solo un sorriso!
Quand’è l’ultima volta che camminando avete sorriso ad uno sconosciuto solo perché i vostri sguardi si sono incrociati?
Quand’è stata l’ultima volta che avete incrociato lo sguardo di uno sconosciuto e non avete avuto paura? Di sera uscite mai da sole? Tornate a casa e posteggiate tranquille oppure avete sempre il brividino sulla schiena e controllate che non ci sia nessun malintenzionato in giro?

LITIGARE IN SOGNO

La parola più importante in questo periodo è “umana”. Ho smarrito la vecchia via perché in realtà ho dimenticato il piacere di scoprire cose nuove – mi sono concentrata solo sulla competizione, il profitto, e il voler diventare una donna di successo (chi non lo vorrebbe?). Per non diventare come chi mi circonda, che da sempre mette da parte le proprie aspirazioni. Allora, per non diventare una di loro, azzeri emozioni, piaceri, immaginazioni. Tagli tutto via. Oggi ho sognato una mia ex amica – che faceva la stessa cosa mia, che pur amando il sapere, pur essendo naturalmente molto umana, davvero non aveva bisogno di somigliare a nessun altro – che si era chiusa in un mondo dove non esisteva la contraddizione, la parolaccia, il lasciarsi andare un po’, e infatti anche per questo ha smesso di frequentarmi (ha smesso di frequentare quasi tutti, credo (e invece tendeva a essere una persona molto socievole, l’abbiamo vista chiudersi e spegnersi e non ci ha nemmeno dato il permesso di entrare nel suo mondo – ci ha solo tagliati via senza nemmeno avere il coraggio di replicare). Ho sognato che la volevo ricontattare, che le scrivevo su whatsapp come se avessi ancora il suo numero, ma lei mi rispondeva solo con un audio dove mi canzonava assieme a sua madre (io da sempre penso che siano stati anche i suoi genitori a farla allontanare da noi amiche). Allora io rispondevo arrabbiata che era un conflitto tra noi ragazze, che se la doveva smettere di mettere in mezzo sempre i suoi, e che anche la madre si sarebbe dovuta fare i fatti suoi, non era una ragazzina (era solo ridicola). Lei continuava e ora metteva in mezzo anche il padre, che diceva che io sbagliavo e bla bla bla, cosa sbagliavo poi? A volerla sentire?!? Allora le rispondevo  <> mi sentivo veramente ferita e inquieta, non capivo perché si comportasse così con me. Siccome vedevo che aveva voglia di litigare, perché mi stava per replicare, io andavo alle impostazioni e la bloccavo. Non ne volevo sapere più, mi ero stancata e l’avevo mandata al diavolo. Non c’era più nient’altro da sentire, da ripeterle, da sentirmi ripetere, da capire ora che mi ero fianlemnte resa conto. Come se fosse una rivelazione. Mi sveglio molto nervosa (un po’ delusa?) con la strana sensazione come se il sogno mi avesse veramente fatto capire/cogliere qualcosa di lei che non avevo recepito finchè ci ho avuto a che fare nella vita reale.