KITTEN SLAVE

Finora non ci avevo mai pensato ma devo confessare che l’idea di avere una pet slave m’intriga. Vi son state in passato delle ragazza che si son proposte ma erano un tipo di persone che a me non garba molto. Non amo le ragazze civettuole, maliziose e volgari. Dunque se dovessi prendere una ragazza per fare la mia gattina preferirei una ragazza dolce e tenera.

FUMI? NO.

Nell’immaginario maschile spesso ho ritrovato la figura di questa donna fumatrice, forse una madre o una zia ( mi dicono in tanti che la zia è colei che avvicina di più il nipote al sesso) e che quest’atto di fumare lo trovano eccitante. Addirittura a certuni fa piacere persino avere la cenere buttata addosso oppure in bocca. Cosa che io trovo disgustosa. Comunque che sia nei loro desideri a me non interessa. Io non fumo e non ho intenzione di fumare solo per rispecchiare il ricordo di una donna megera del loro passato. No, non se ne parla proprio. Io non faccio mai ciò che si aspettano gli altri.

CADERE

Ma vi siete mai chiesti quanto credete di esser forti? Molti si sottovalutano, credono di non poter regger un peso. Questa è la prima espressione di debolezza. Questa è spesso espressione di una persona che non si è mai messa alla prova e si autoconvince di non farcela.
Io sono forte? La forza non si misura solo in esperienze. Si misura anche, e sopratutto, sulla determinazione. Un tempo mi credevo imbattibile. Punito dalla mia stessa superbia ho compreso il contrario, e mi sono “ammalato”. Ammalato perché mi sono procurato da solo un male.
Ma questo mio grande risveglio mi sta facendo capire che effettivamente io posso cadere mille e mille volte ma mi rialzerò ogni volta sempre più velocemente. Ed un giorno non cadrò più.

UNA FIGLIA

Se mai avrò una figlia, spero che cresca stupida. Che sia quel tipo di ragazza che pensa solo ed esclusivamente all’aspetto fisico, che sogna di riempire una scarpiera piuttosto che una libreria, che spenda i suoi soldi in vestiti e trucchi piuttosto che in viaggi e mostre. Che tra mare e montagna scelga la spiaggia perché lì può sfoggiare le sue curve e il suo nuovo costume alla moda. Che il sabato pomeriggio lo passi con le amiche dal parrucchiere e non al parco a disegnare. Che la sera frequenti quei locali sudici strizzandosi il seno in un mini vestito per farle sembrare più grandi, trattenendo il respiro per non far vedere quel filo di pancia che odierà tanto. Vorrei che a scuola ci vada solo perché ci sono un sacco di ragazzi carini che le guardano il sedere mentre sale le scale e perché si sente obbligata, non perché le piace. Vorrei che imparasse solo le basi della matematica e nemmeno troppo dell’italiano, il giusto per farsi capire. Vorrei che crescesse con un ego spropositato, enorme, in modo che nessun commento o occhiataccia possa scalfirla o smuoverla di un passo. Vorrei che sia una di quelle che escono con una decina di ragazzi alla volta e alla fine sceglie quello più alto così può mettersi i tacchi senza superarlo quando vanno a ballare insieme. Vorrei che rimandi un appuntamento perché prima di andare si accorge di avere una pustola sul viso e che pensi che quella le avrebbe sicuramente rovinato la reputazione. Vorrei che si arrabbi con il suo ragazzo e che gli faccia scenate ogni sera perché lui non le risponde entro un minuto ai suoi messaggi e che dopo averlo lasciato il giorno seguente stia già con un altro, magari più alto. Vorrei che dica di essere bisex perché tutte le ragazze della sua scuola lo sono e non perché è davvero innamorata di una ragazza. Vorrei che passi le ore davanti allo specchio ad aggiustarsi i capelli e a truccarsi finché non sembra Barbie Chioma Perfetta, che si metta a piangere perché non ha mai nulla da mettersi nell’armadio e perché la pustola dell’altra sera non è ancora andata via. Vorrei che si facesse tre ore di coda davanti a Victoria’s Secret prima dell’apertura il giorno dei saldi, che su facebook metta nella casella lavoro “modella” e che faccia la ragazza immagine nelle discoteche. Vorrei che sposi un uomo solo perché è ricco e sexy, vorrei che sia una casalinga e che la sua massima aspirazione nella vita sia diventare una segretaria part-time. Vorrei che sia una di quelle donne che è felice con suo marito perché quando lui è al lavoro lei lo tradisce con l’idraulico e che abbia di meraviglioso con lui solo la vita sessuale. Vorrei che il tempo che non passa a casa lo passi dall’estetista o a spendere i soldi sulla carta di credito che il suo uomo ricarica ogni mese con i soldi che lui guadagna con cui lui la mantiene. Vorrei che alle 14.00 di ogni giorni sia a casa per non perdersi la puntata di Uomini e Donne e che sogni di essere la ragazza scelta dal Tronista. Vorrei che si faccia mille foto al giorno e che le posti ovunque, su ogni social e che le mandi a tutti, ma soprattutto che metta se stessa di sfondo sul cellulare talmente si sente piena di se. Vorrei davvero che cresca stupida, quel tipo di ignoranza che permette davvero di ignorare tutto ciò che la circonda e che invece la fa concentrare solo su se stessa. Che le faccia credere di essere la migliore in ogni campo e che sia dannatamente felice. Felice e contenta come un’oca. Vorrei davvero che crescesse stupida, perché chi ragiona troppo non vive serenamente e mai sarà davvero felice. Vorrei che il suo unico pensiero sia far attenzione alle unghie con lo smalto nuovo e a non centrare i tombini con i tacchi a spillo. Vorrei vedere mia figlia tornare da me piangendo solo perché il top della nuova collezione non c’è della sua taglia. Vorrei che l’unica sua preoccupazione sia scegliere in che posizione dormire per non rovinare la piega ai capelli e nessun’altra. Vorrei che non scoprisse mai che vuol dire sentirsi soli e non essere amati, vorrei che mai e poi mai sentisse la mancanza di qualcuno così tanto da stare male, se non dell’orecchino che ha perso ad una festa. Vorrei davvero che sia stupida e innocente, in modo che conosca solo la felicità e che mai assapori il gusto della tristezza

AMARE MAX

Amare Max non è mai stato facile, sempre difficile e doloroso, ma non ho mai pensato che non ne valesse la pena. Per me amarlo non è mai stata una scelta, avevo deciso che fosse inevitabile. Con Max avevo fatto quello che avevo giurato di non fare mai, mi ero allontanata perché non avevo garanzie, perché il lieto fine per noi non era assicurato. Max era l’unica cosa che avevo sempre desiderato, senza saperlo e, quando stargli accanto era diventato difficile, l’avevo lasciato andare invece di combattere per tenermelo stretto. Non era giusto. Io meritavo di essere amata ma anche di stare con lui e il suo amore, qualsiasi forma prendesse. Max era un ragazzo fuori dalla norma, non sarebbe mai stata come le altre storie. Però ci sarebbero sempre stati il dare e il ricevere, gli alti e i bassi e una passione che ci avrebbe bruciati entrambi fino al midollo. Quando in ospedale mi aveva chiesto ‘E se?’ avrei dovuto rispondergli che se me lo chiedeva allora era già così. Lo sapevo: mi amava ancora. Nessuno di noi aveva esempi brillanti di relazioni a distanza a cui attingere ma, nell’istante in cui mi aveva detto di volerci provare, avrei dovuto capire che era sicuro che potessimo farcela. Non ci aveva mai provato per nessuno. E alla fine ci siamo riusciti.

UN GRANDE PRIVILEGIO

Mi arrabbio perché non riesco ad aprire i bottoni della sua camicia, le mie mani tremano, le mie dita sono maldestre, i miei pensieri impazzano nel mio cervello. Mi ha concesso di sfiorare il suo torace. Ho l’impressione di non essere più capace di far niente. Tremo troppo. Max invece è sempre padrone di sé, divertito dalla mia goffaggine, mi afferra con delicatezza i polsi nervosi e mi fa posare le mani aperte sul suo petto. Posso sentire il suo cuore che batte, forte e lento. Mi guarda con tenerezza, respira profondamente, quasi chiedendomi di imitarlo poi mi bacia sulle labbra per tranquillizzarmi definitivamente. Max mi circonda con le braccia, mi sostiene, mi stringe a sé. La luna illumina i nostri corpi aggrovigliati e solo lo sciabordio dell’acqua contro lo scafo copre i miei sospiri.

UNA SETTIMANA DI MARE

Dopo una settimana trascorsa al mare sono ancora felice e leggera come allora. Un po’ più abbronzata di prima e più innamorata che mai. Max mi ha fatto trascorrere la settimana più ritemprante di sempre. Ne avevo bisogno. E lui lo sapeva. Abbiamo navigato un po’, ci siamo divertiti come matti a tutta velocità nel vento, ci siamo tuffati dalla barca (Max si è tuffato) come i bambini. Abbiamo ormeggiato (si dice così?) in una caletta per divorare piatti colmi di frutti di mare. Siamo andati a spasso per la pineta, abbiamo preso il sole e fuggito la folla, ci siamo bagnati tra le onde e siamo crollati sulla sabbia. Abbiamo riso e parlato per ore, siamo rimasti in silenzio di fronte alla bellezza di certi paesaggi. Abbiamo fatto l’amore, ci siamo tenuti stretti stretti e ci siamo fatti le coccole a lungo. Abbiamo parlato di avvenire e abbiamo tratto profitto dal momento presente, abbiamo cercato di fermare il tempo…