MULTIPLAEGO

( to Max)

Sei in standby.

Hai avuto ragione, ero fuori di me.

Ogni parola segnata sulla pelle.

Tu sei un Padrone presuntuoso, sfacciato.

Io ho il cuore antigelo.

Voglie e sogni non ne conosco.

Spoglie di ferro delle mie ali

si sono scomposte.

Passi di marmo, passi miei,

dentro cimiteri del mio passato.

Angeli muti e tu solo vivo.

Io morta, risorta, rimorta, risuscitata, ricreata.

PLAY THE GAME NOW!

IN GIRO COL PADRONE

Ieri sera mi sono incontrata con il mio padrone. Eravamo in giro per la città ma non ci ha privato di qualche momento fugace. Mentre passeggiavamo siamo passati per un vicolo buio e deserto. Lui mi ha sbattuta al muro, tenuta per la gola con una sua mano mentre mi baciava per non farmi ansimare troppo e con l’altra mano mi torturava i capezzoli. Li tirava, poi li pizzicava e li torceva. Lentamente, la sua mano scendeva, fino ad infilarsi sotto la gonna. La mia gola veniva stretta sempre di più mentre le sue dita stuzzicavano il mio clitoride, prima di infilarsi dentro di me e scoparmi così. Godevo da impazzire ma il mio padrone non voleva farci scoprire. Mi teneva la bocca sigillata con le sue labbra, mentre il suo continuo scoparmi la figa mi faceva colare umori sulle cosce. Dopo qualche minuto, mi ha lasciata così: ansimante, con gli umori che scendevano lungo le cosce e le tette gonfie e vogliose. Mi ha stuzzicata il tempo di farmi impazzire e poi mi ha lasciata insoddisfatta, vogliosa in trepidante attesa di altre attenzioni. Siamo andati a cena così e posso solo immaginare quanta gente abbia guardato le mie cosce brillanti di umori.

LA FUGA IMPROVVISA

Ci sono per tutti quei giorni in cui il traguardo diventa riuscire ad arrivare alla sera, addormentarsi e dimenticarsi della propria esistenza.

Di prendere e voler sparire per sempre, di addormentarsi con l’unico pensiero di morire.
Di vagare per le strade di notte senza meta, senza le persone che ti guardano e ti giudicano con un solo sguardo.

Di voler scappare via e non tornare mai più a casa.
Correre e correre, senza fermarsi, senza guardarsi più indietro.

Lasciare la propria città e se stessi al proprio passato, senza pensarci più.
È questa quello che chiamano libertà o è scappare da noi stessi e da ciò che ci circonda?

KITTEN SLAVE

Finora non ci avevo mai pensato ma devo confessare che l’idea di avere una pet slave m’intriga. Vi son state in passato delle ragazza che si son proposte ma erano un tipo di persone che a me non garba molto. Non amo le ragazze civettuole, maliziose e volgari. Dunque se dovessi prendere una ragazza per fare la mia gattina preferirei una ragazza dolce e tenera.